Il teatro è fatto di… ripartenze!

Esistono due tipi di partenze: partire “da” e partire “per”. Io preferisco il primo.
È un gesto nobile: non partenza, volo.
Marina Cvetaeva

E per noi adesso è venuto il momento di ri-partire “da”.
Da dove eravamo rimasti, con organizzatori, maestranze, tecnici e artisti accomunati dalla stessa passione per un mestiere artigianale e creativo in ogni suo settore.
Da quello che vediamo e abbiamo visto succedere in questi mesi di dolore e sconforto per le persone colpite negli affetti più cari.
Da quello che abbiamo sbagliato, sottovalutando una malattia che si è approfittata del nostro individualismo e del nostro bisogno di credere che fosse impossibile potesse toccare proprio a noi.
Dalla speranza che ci unisce e ci ha unito nonostante tutt’intorno il deserto del lockdown sembrasse raccontarci soli e abbandonati.
Dalla consolazione nel riscoprire, attraverso tutte queste difficoltà, che esistono un tempo e un ritmo diversi per affrontare le cose e che nessuna arte ha mai saputo far tesoro di questo come lo spettacolo dal vivo.
Ci siamo chiesti quando sarebbe stato il momento di provare a ripartire e abbiamo voluto aspettare finché la risposta non ci convincesse tutti.
Adesso ci stiamo preparando e per la nostra Stagione non abbiamo voluto cercare un tema guida, perché il fatto stesso di poter ri-partire tutti insieme, organizzatori, maestranze, tecnici e artisti ci è sembrato contenere tutti i temi che ci stanno più a cuore.
Abbiamo deciso di prendere la rincorsa dalla nostra identità artistica, sociale e culturale, impegnando lo scampolo di Stagione del Teatro Filodrammatici che va da febbraio a maggio insieme a chi ha contribuito, e continua a contribuire, alla costruzione della nostra casa.
Per questo abbiamo deciso di programmare la ripartenza di quel che abbiamo dovuto fermare, e abbiamo deciso di chiudere la programmazione a maggio con lo spettacolo che più di tutti ci ha legato al nostro pubblico.
Ci eravamo fermati lo scorso marzo, per questo la cruda denuncia di Sospetti (S.U.S.) , testo firmato dal grande Barrie Keeffe, tornerà in scena un anno dopo con la stessa necessità, perché neppure discriminazione e abuso di potere da parte dell’autorità hanno ancora un vaccino adeguato.
C’eravamo fermati a luglio e lo spettacolo Bed Boy Jack , una nuova produzione in collaborazione col Teatro Stabile del Veneto, dopo il debutto al Napoli Teatro Festival darà il via alla nostra ri-partenza di febbraio. Basato sulla vera storia dell’assassino-poeta austriaco Jack Unterweger, qui la medaglia della giustizia si ribalta e, grazie all’abilità investigativa della polizia di Vienna, scopriremo la storia mai raccontata in Italia dell’unico serial killer dei due mondi.
Per il finale di maggio, torna N.E.R.D.s – sintomi , la commedia con cui ci auguriamo tutti di poter festeggiare insieme l’uscita da un incubo, riproponendo uno spettacolo che racconta di prati verdi, sole, paperelle, e un bel po’ di spiazzanti cattiverie familiari.
Non mancheranno poi due appuntamenti che nella loro diversità hanno contribuito a definire la nostra linea etica ed artistica, convinti che riflessione e analisi siano una cura efficace solo se accompagnate da una buona dose di intrattenimento. Grazie al rinnovato contributo della Chiesa Valdese possiamo confermare la nona edizione di lecite/visioni che per la situazione si sposterà di periodo e aprirà le porte a nuovi eventi non solo teatrali. In tempi di
distanziamento non poteva poi mancare la leggerezza e il talento di Paolo Nani con il suo cavallo di battaglia, La lettera.
E infine siamo felici di ospitare un altro gradito ritorno, come il Teatro della Cooperativa e una novità assoluta per la nostra sala la Compagnia URT di Jurij Ferrini , con l’unico spettacolo di Stagione ispirato direttamente all’isolamento vissuto durante il primo lockdown.
Adesso siamo pronti a ripartire, che si tratti di oggi, domani o tra qualche mese, certi del fatto che il teatro potrà giocare un ruolo importante nel riportare al centro delle nostre vite aspirazioni, desideri e sogni, spingendo la paura un po’ più in là…

Tommaso Amadio, Bruno Fornasari

direzione artistica