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3 DOMANDE A TOMMASO AMADIO

Direttore Artistico del Teatro Filodrammatici e attore de La prova

In occasione delle repliche de La prova, abbiamo posto 3 quesiti anche a Tommaso Amadio, attore dello spettacolo e Direttore Artistico, assieme a Bruno Fornasari, del Teatro Filodrammatici di Milano.

Che cosa hai pensato quando Bruno ti ha parlato dell’idea per il soggetto de La prova?

Il soggetto de La prova nasce da un fatto che ci è capitato ad Oslo. La sera finale di ConTesto, il nostro format che da qualche hanno viene messo in scena al teatro dei drammaturghi in Norvegia. Un posto bellissimo, per altro. Comunque, lo spettacolo era andato benissimo, stavamo festeggiando al tavolo, quando una collaboratrice norvegese ha proposto di fare ancora un brindisi e si è alzata per prendere la bottiglia e servici. In quel momento una donna, ad un altro tavolo si è alzata e guardando me e Bruno ha detto: dovreste farlo voi!!
Noi siamo scoppiati a ridere, mentre alla tavolata si è creato il gelo. A noi pareva assurdo che una persona totalmente estranea alle dinamiche di quella tavolata potesse sentirsi in diritto di giudicare una situazione che non conosceva solo sulla base di una distinzione maschio/femmina,  anche perché lo stesso gesto di alzarsi, prendere una bottiglia e servirci appena prima l’aveva fatto proprio Bruno.
Mentre tornavamo in albergo ne abbiamo parlato molto e a Bruno ha iniziato a pensarci come possibile tema da cercare di raccontare.

Quando Bruno scriveva, avete avuto modo di confrontarvi su idee e difficoltà?

Quando Bruno scrive un testo sprofonda in una sorta di vortice dal quale mi lancia segnali sulle difficoltà che incontra nello scrivere. Un conto è avere uno spunto insieme durante una chiacchiera, un conto è far quadrare la drammaturgia di un intero testo. È uno sforzo grandissimo e che richiede una dedizione assoluta e di questo sono sempre molto grato a Bruno. Ma è riservatissimo su ciò che sta scrivendo. Non certo per gelosia o possesso ma per non rischiare di inquinare il filo che sta seguendo da pensieri di altri (mio compreso) che potrebbero deviarlo da quello che sta cercando di raccontare. Appena ha finito, raggiunta cioè una stesura del testo che lo convinca, spesso passando attraverso varie stesure e buttando e riscrivendo molto, allora me lo invia e dopo averlo letto, ne parliamo.

Sei più affezionato a La prova o a N.E.R.D.s – sintomi?

Un personaggio di un testo che ho finito di scrivere poco fa,  dice: i figli sono come le dita di una mano, tu quale sceglieresti? Ecco, per me è la stessa cosa per gli spettacoli. NERDs e La prova raccontano due storie a cui tengo molto, per come vengono raccontate e grazie agli attori con cui vengono raccontate.
Con entrambe il pubblico ride molto e riflette portandosi a casa domande che passate attraverso il diaframma della risata, credo lo spettatore si porti dietro per più tempo e con più voglia di indagarne possibili risposte

 

foto © Luca Meola