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3 DOMANDE A BRUNO FORNASARI

autore e regista de La prova

In occasione delle repliche de La prova, abbiamo fatto 3 domande a Bruno Fornasari, autore e regista dello spettacolo.

Come ti è venuta l’idea del soggetto per La prova?

Volevo parlare di persone che abusano di altre persone. Nel testo si parte dal conflitto uomo-donna ma per trattarlo come un sotto insieme di qualcosa di più ampio, perché alla definizione dei ruoli di vittima e carnefice concorrono molte altre variabili. La prova di un abuso è sempre la cosa più difficile da presentare e nonostante questo tendiamo a prendere decisioni rapide su chi sia colpevole e chi innocente. Per questo, attraverso la situazione paradossale che proponiamo – una carezza sulla spalla percepita come violenza sessuale – abbiamo cercato un modo per scuoterci tutti dal torpore di chi pensa d’avere sempre la verità in tasca.

Mentre scrivevi avevi già in mente il cast?

In parte. Io scrivo spesso immaginando gli attori. Con Tommaso Amadio mi è più immediato perché siamo “una coppia di fatto”, come dicono le nostre rispettive compagne, ma in generale un certo tipo d’attore m’ispira delle dinamiche specifiche. Se vedrete lo spettacolo, o per chi l’ha già visto, risulterà evidente che non posso dire chi mi abbia ispirato che cosa… i personaggi non sono proprio dei santi…

Sei più affezionato a La prova o a N.E.R.D.s – sintomi?

È come farti scegliere quale figlio preferisci fin che ti stanno ascoltando tutti gli altri… sono due esperienze esaltanti prima di tutto dal punto di vista umano e, per il teatro che vogliamo fare io, Tommaso e tutte le persone che con grande passione e generosità collaborano con noi… è questo quello che conta!

 

foto © Livio Moiana