Project Description

90 minuti senza intervallo

un progetto Amadio/Fornasari

BED BOY JACK. Uccidi, racconta, sorridi

22 marzo / 3 aprile 2022

PRIMA MILANESE

di Bruno Fornasari

con Tommaso Amadio, Emanuele Arrigazzi, Sara Bertelà, Chiara Serangeli
movimenti Marta Belloni
scene e costumi Erika Carretta
disegno luci Fabrizio Visconti
suono Silvia Laureti
assistente ai costumi Floriana Setti
assistenti alla regia Marta Belloni, Lapo Sintoni, Giulia LanzilottoFederica Dominoni

regia Bruno Fornasari
coproduzione Teatro Filodrammatici di MilanoTeatro Stabile del Veneto

con il contributo di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo – Progetto NEXT 2020

foto © Laila Pozzo

Lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale al Campania Teatro Festival Italia il 3 luglio 2020.

Chi è Jack? Nei primi anni ’90 del secolo scorso l’Austria è scossa da una serie di omicidi di prostitute che portano la polizia di Vienna a dover fare i conti col primo serial killer nella storia del paese.

Il caso spaventa l’opinione pubblica ma affascina molti giornalisti, tra i quali, in particolare, Jack Unterweger. Condannato all’ergastolo per omicidio, ha da poco ottenuto la libertà grazie all’appoggio dell’élite letteraria, in particolare del futuro premio Nobel Elfriede Jelinek.

Sempre vestito di bianco, con abiti eleganti, aria eccentrica e l’inconfondibile sciarpa rossa, Jack è diventato un vero e proprio idolo tra gli intellettuali austriaci.

Ma quando le indagini sugli assassinii delle prostitute sembrano a un punto morto, la polizia comincia a sospettare proprio dell’uomo che tutti credevano pienamente riabilitato.

Il testo di Bruno Fornasari, ispirato a fatti realmente accaduti, si svolge intorno al tentativo di Jack Unterweger di salvare ancora la pelle attraverso il talento della scrittura.

Col titolo Bed Boy Jack, il nostro seduttore, un “bed boy” ossia un “ragazzo da letto” che nella pronuncia suona anche come “cattivo ragazzo”, ricostruisce i fatti per convincere il mondo della sua condizione di innocente perseguitato, così da evitare d’essere risbattuto in prigione.

Ma fin dove arriva la finzione e dove comincia la realtà? Ironicamente, neppure la giustizia austriaca ha potuto dare una risposta definitiva. Jack Unterweger viene condannato all’ergastolo il 29 giugno 1994, soltanto sulla base di prove indiziarie, ma la sera stessa si suicida in carcere e, per un cavillo del diritto austriaco, è considerato ufficialmente innocente, perché morto prima della sentenza d’appello.

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