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FAME MIA – Quasi una biografia

14 / 19 giugno 2022

di Annagaia Marchioro

in collaborazione con Gabriele Scotti

 

allestimento scenico Maria Spazzi

costumi Erika Carretta

disegno luci Roberta Faiolo

regia Serena Sinigaglia

produzione Brugole&Co

Foto © Serena Serrani

Fame mia- quasi una biografia è un racconto folle ed ironico di una donna piena di fame, ma con così tanta fame da decidere ad un certo punto di smettere di mangiare. (ma solo per poco, e con scarsi risultati).

L’Italia è il paese peggiore dove avere fame. In Italia si parla solo di cibo: siamo l’unico paese al mondo dove qualcuno a Ferragosto ti chiede cosa hai mangiato a Natale ed è seriamente interessato. Solo in Italia essere vegani è considerata una malattia, se non addirittura un disturbo sessuale.

Eppure, essere affamati è straordinario perché l’affamato è qualcuno che cerca.

Cerca l’amore, o magari se stesso, una casa, il proprio posto nel mondo, la fama, il successo, un centro di gravità permanente oppure solo un bar aperto sotto Natale.

Alle volte si può essere così affamati da smettere di mangiare. Ma solamente perché si vuole sbranare la vita, per non riuscire ad accettare il compromesso, per bramare l’assoluto.

Questo spettacolo, insomma, è un racconto pieno di disgrazie ma affrontate con grande leggerezza ed ironia. Senza mai prendersi troppo sul serio, senza enfasi e senza retorica, con la semplicità e la schiettezza dei migliori racconti biografici.

Il lieto fine, seppur sbilenco e imperfetto ci conforta. Si può guarire.

Fame mia, parla di fragilità e riscatto. Dolce, dolcissimo, umile e fresco riscatto. Un inno alla vita che ti riporta alla vita e ti fa sentire meno solo, meno spaventato, meno infelice.

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