Project Description

04 OTT. 2015 ore 21.00

di Benedetto Sicca // dal romanzo di Giuseppe Patroni Griffi // con Mauro Lamantia e Benedetto Sicca // scene Luigi Ferrigno // costumi Zaira De Vincentiis // disegno luci Marco Giusti // regista collaboratrice Cecilia Logorio // regia Benedetto Sicca // produzioneTeatro Stabile di Napoli

La morte della bellezza non si può mettere in scena, non si può “adattare” e non si può ridurre. La morte della bellezza si deve leggere. Però lo si deve leggere! Per conoscere la limpidezza e la preziosità con cui Peppino Patroni Griffi (chiamarlo Giuseppe sarebbe fargli un torto, soprattutto per chi lo ha conosciuto) ha narrato le vicende di Eugenio e Lilandt, ha raccontato il loro amore ed ha attraversato l’oscenità con un linguaggio così alto ed aulico da renderla lirica e, soprattutto, normale.
Il romanzo è infatti anche un dialogo tra l’autore e un modo di vivere la sodomia e l’amore omosessuale pieno di sensi di colpa, di paure e di complessi di inferiorità rispetto all’amore cosiddetto normale. Attraverso il personaggio di Eugenio, che Patroni Griffi aveva già introdotto nel racconto del 1948 dal titolo “La notte blu del tram”, l’autore sembra essere tornato a riflettere, circa quaranta anni dopo, su quanto la struggente palpitazione che si prova nella scoperta dell’amore non debba essere oggetto della propria vergogna, ma di un processo di conoscenza che porta alla libertà, alla bellezza e alla vita. 
Anche se i personaggi del romanzo non risolvono tutti i propri dubbi e le proprie paure, il modo in cui Patroni Griffi ne descrive le emozioni e i desideri più viscerali sembra parlare, in tal senso, di una revisione delle proprie pulsioni giovanili, liberate dal peso del condizionante perbenismo borghese.
Attraverso il teatro, in un dialogo diretto con il pubblico, mi pongo di fronte a questo meraviglioso romanzo di formazione sulla bellezza con l’intento di trasmettere il desiderio di leggerlo e di azzardare una tenue speculazione affettiva insieme a chi già lo avesse letto.
Le parole saranno quelle che Peppino regala ai due uomini protagonisti del romanzo. I corpi saranno il mio e quello di Mauro Lamantia. La bellezza, spero, sarà l’incontro con lo sguardo e l’ascolto del pubblico che si troverà di fronte ai dubbi e ai desideri di due creature che si scoprono per caso, si scelgono per necessità e…

The Death of Beauty is one of the most popular novels by Peppino Patroni Griffi and is focused on the affair between Eugenio and Lilandt which is often troubled by Eugenio’s guilty feelings and inferiority complex caused by homosexual love compared to the heterosexual one. Director Benedetto Sicca makes up a very original way of putting it on, mixing up readings of some passages of the book, staging the most relevant events and drawing in the audience asking for its opinion and advice. Discovering love must not imply any shame but a path towards knowledge and freedom.