E IL FILO SI SNODA IN CITTÀ…
Proseguono le collaborazioni artistiche con importanti teatri milanesi

24-10 2018
Teatro Carcano
Amadio/Fornasari
ANTIGONE, non solo una tragedia

tratto da Antigone di Sofocle
adattamento e regia Tommaso Amadio 
con Riccardo BuffoniniGiuseppe Salmetti 
ideazione e realizzazione scenica Sebastiano Amadio 
movimenti coreografici Marta Belloni 
produzione Teatro Filodrammatici di Milano

Capolavoro indiscusso della cultura greca e oggetto di sconfinata ammirazione in tutti i tempi, l’Antigone di Sofocle è indubbiamente una bella tragedia, la più umana che forse il teatro antico abbia prodotto. La molteplicità degli spunti che la tragedia offre ha fatto sì che poeti e scrittori di tutte le epoche l’abbiano rielaborata, cercando di metterne in evidenza di volta in volta aspetti diversi, privilegiando magari un elemento del racconto a discapito di altri, per piegarla alle necessità storico politiche del tempo in cui si trovavano a vivere. A questo proposito basta pensare alle riscritture di Jean Anouilh, Bertolt Brecht, per arrivare fino a quella più recente di Athol Fugar. È da questo stesso desiderio di rimeditazione del classico che prende spunto Antigone, non solo una tragedia, con la differenza però di voler far partire il nostro viaggio proprio dall’epoca in cui Sofocle la concepì. Il contesto storico politico dell’Atene del V secolo diventerà per noi uno spunto essenziale per capire affinità e distanze tra la nostra epoca e quella periclea. Un viaggio per cercare di comprendere come mai una società tanto lontana dalla nostra abbia saputo condensare in una storia come quella della giovane protagonista la lotta tra valori, quali libertà individuale e dovere sociale, a noi così intimamente vicini. Un’epoca esaltante quella che vede Atene al centro del mondo nel V secolo a.C. , epoca nella quale da una parte vengono sfondati i confini tradizionali del commercio, del pensiero, dell’ esercizio del potere, dall’altra si teme per l’ira degli dei, per quel costante moto dell’uomo ad allontanarsi dalle leggi non scritte. Un conflitto che sembra insanabile, che vede contrapposte la volontà di conoscenza e il peccato di hybris e che trova nella tragedia di Sofocle una delle sue massime e commoventi espressioni poetiche. Antigone, con la sua immediatezza e forza linguistica, sembra ancora oggi in grado di parlarci per la sua straordinaria capacità di mettere al centro del suo racconto l’uomo in quanto uomo, che fatica a vivere e a essere uomo e tuttavia combatte per vivere e per essere uomo. Una fatica questa che risuona come contemporanea in tutte le epoche e a tutte le latitudini di questo nostro controverso, contraddittorio mondo.

23/28-01 2019
Teatro i
ELEPHANT WOMAN

testo e regia Andrea Gattinoni con Silvia Lorenzo
produzione Teatro Filodrammatici di Milano,
Festival delle Colline Torinesi

Topazio B., trentacinque anni, abbandona lavoro, famiglia, amicizie, per gettarsi in una vita ai margini della legalità, tra prostituzione, violenza ed autodistruzione. I modelli televisivi, i soldi, il successo, essere vincenti, contro i bisogni, il dolore, la solitudine dei sentimenti, sono il corto-circuito che precipita Topazio B. a sfondare le cortine della propria identità e a rivendicare, in un modo se non del tutto giusto, quasi niente sbagliato, il proprio diritto alla fantasia. Lo sguardo cinico e disincantato di una donna che adotta la ribellione come gesto osceno alla mancanza di amore e alle desolanti prospettive di una vita conforme alle regole della moderna banalità.

Elephant woman è il primo spettacolo della trilogia 34. 34 è il numero degli anni che trascorrono fra il 2007 e il 1973 e fra il 1973 e il 1939: Elephant woman è ambientato a Roma nel 2007, il secondo testo, L’argent, a Parigi nel 1973 e il terzo, Automat, a Varsavia nel 1939.

26-02/10-03 2019
Teatro Elfo Puccini
TAMBURI NELLA NOTTE

di Bertolt Brecht
versione scenica di Emanuele Aldrovandi
diritti del testo Suhrkamp Verlag
regia Francesco Frongia
con Luigi Aquilino, Edoardo Barbone,
Denise Brambillasca, Gaia Carmagnani,
Eugenio Fea, Ilaria Longo,
Simone Previdi, Alessandro Savarese,
Valentina Sichetti, Irene Urciuoli, Daniele Vagnozzi
scene e costumi Erika Carretta
disegno luci Fabrizio Visconti
direzione tecnica Silvia Laureti
assistenti alla regia Giacomo Ferraù, Gianpiero Pitinzano
realizzazione scene e costumi Laboratorio Paruta
coproduzione Teatro Filodrammatici di Milano/Teatro dell’Elfo
si ringrazia l’Accademia dei Filodrammatici

Tamburi nella notte è la seconda opera teatrale di Brecht ma la prima a essere messa in scena negli anni difficili del primo dopoguerra. Inizialmente il testo, che nel 1922 ottiene il Premio Kleist, il maggior riconoscimento letterario della Repubblica di Weimar, viene definito dramma dallo stesso Brecht. Tuttavia, nella successiva revisione diventerà commedia. L’azione si svolge in una notte del novembre 1918 mentre a Berlino si prepara la rivolta spartachista. È una commedia ambigua in cui la ribellione contro le convenzioni dipinge una vicenda che spezza ogni possibile idealizzazione romantica dei fatti.

 

I coniugi Balicke vogliono imporre alla figlia il matrimonio con un giovane arricchitosi con le speculazioni post belliche. Anna, la figlia, aspetta ancora il suo ex, un soldato ormai dato per morto, ma il matrimonio con il nuovo fidanzato non si può più rinviare a causa dello stato della ragazza. Si tratta del tipico matrimonio d’interesse borghese a cui è difficile ribellarsi. Quando inaspettatamente riapparirà Andrea, il perduto amore, Anna andrà in crisi e mentre nella città il rullo di tamburi incita alla rivolta, una nuova forza e consapevolezza si farà strada nei due giovani ex fidanzati. La rivolta privata dovrà confrontarsi con le proteste che agitano la città mentre una luna rossa osserva i loro turbamenti giovanili.

26/31-03 2019
Teatro della Cooperativa
Amadio/Fornasari
E INTANTO ENEA

ispirato ad Eneide di Virgilio
testo e regia Tommaso Amadio
con Alessandro Savarese, Daniele Vagnozzi
graphic novel Michele Basile
video Daitona Produzione
produzione Teatro Filodrammatici di Milano

Quando si pensa all’Eneide uno dei primi confronti che viene da fare è quello con il viaggio di Ulisse. È noto che Virgilio si ispirò e attinse a piene mani dalla tradizione omerica ma, per quanto le analogie siano molte, altrettante sono le profonde differenze che dividono queste due storie. Infatti, se da una parte entrambi condividono il destino di un viaggio lungo e pieno di pericoli, dall’altra è profondamente diverso lo scopo che li muove a questo viaggio: Ulisse spinto dal desiderio di tornare a casa, una casa conosciuta e anelata da anni, Enea da quello ben più complesso di andare alla ricerca di una casa. Ulisse è un arciere che ha chiaro il suo bersaglio, Enea il bersaglio lo cambia continuamente. Ulisse è un conquistatore che fatica a ritrovare la strada di casa, Enea un esule che carica i propri affetti sulle spalle alla ricerca di un luogo in cui ricostruirsi una vita.

Negli ultimi anni si è spesso associato questi due poemi al dramma dell’immigrazione e nel caso dell’Eneide molte sono le finestre che si possono aprire, specialmente se lette oggi, alle luce delle contraddizioni di un’attualità che spesso ci sfugge e talvolta spaventa. In equilibrio tra video e musica rap, la scena è conquistata da due attori, alle prese con uno dei poemi più complicati e contraddittori della nostra cultura. Prendono nuovamente vita parole che, dall’alto dei loro duemila anni di storia, risuonano più che mai attuali e universali. Grazie e soprattutto al potere del teatro.

02/07-04 2019
Teatro Elfo Puccini
Amadio/Fornasari
LA SCUOLA DELLE SCIMMIE

di Bruno Fornasari
regia Bruno Fornasari
con Tommaso Amadio, Emanuele Arrigazzi,
Luigi Aquilino, Sara Bertelà, Silvia Lorenzo, Camilla Pistorello, Giancarlo Previati
scene e costumi Erika Carretta
disegno luci Fabrizio Visconti
video Francesco Frongia
movimenti coreografici Marta Belloni
assistente scene e costumi Federica Pellati
direzione tecnica Silvia Laureti
assistenti alla regia Gaia Carmagnani, Ilaria Longo
produzione Teatro Filodrammatici di Milano

con il sostegno di Regione Lombardia
e Fondazione Cariplo – Progetto NEXT 2017/2018

Tennessee, 1925. John Thomas Scopes, professore supplente di biologia, viene processato per aver violato una legge che vieta l’insegnamento della teoria darwiniana a scuola.

Italia, 2015. Un professore di scienze naturali torna ad insegnare nel suo quartiere di origine. Le difficoltà di integrazione sono il principale problema della scuola di periferia in cui si trova ad operare e il rischio di radicalizzazione delle differenze tra le varie etnie e culture è una bomba dalla miccia molto corta e infiammabile. Lui stesso ha perso un fratello che, convertitosi all’Islam, è partito per combattere la sua guerra santa, scomparendo. Il senso di responsabilità e il vuoto lasciato da quella perdita spingono il professore a cercare di educare i ragazzi alla scienza come anticorpo del fanatismo religioso.

Un dialogo tra due epoche lontane nel tempo ma in realtà più vicine di quanto si immagini, messe a confronto da Fornasari. Con la cifra stilistica che contraddistingue la sua scrittura, sempre ironicamente sagace e pungente, questo entusiasmante progetto è stato applaudito da migliaia di spettatori durante la scorsa stagione.

In scena da un cast d’eccellenza, a partire da Tommaso Amadio insieme ad Emanuele Arrigazzi, Silvia Lorenzo, Luigi Aquilino ed Irene Urciuoli. Con loro, Giancarlo Previati e Sara Bertelà.